🎗️ Una mammografia, un esito rassicurante e il ritorno a casa. Ma quel tumore era già presente.
È la vicenda esaminata dal Tribunale di Latina, che ha riconosciuto un risarcimento di oltre 1 milione di euro al marito e ai due figli di una donna deceduta a causa di un carcinoma al seno diagnosticato con grave ritardo.
Secondo quanto accertato nel corso del giudizio, una diagnosi tempestiva avrebbe potuto offrire alla paziente maggiori possibilità di cura, aumentando le sue chance di sopravvivenza e migliorandone la qualità della vita.
Nel 2011 la donna, allora quarantatreenne, si sottopose a una visita senologica e a un’ecografia mammaria nell’ambito dei controlli periodici di prevenzione.
Gli esami evidenziarono la presenza di microcalcificazioni, ma i sanitari le comunicarono che non vi era nulla di preoccupante, invitandola semplicemente a ripetere i controlli l’anno successivo, senza prescrivere ulteriori approfondimenti diagnostici.
Circa un anno dopo, però, la donna scoprì di essere affetta da un carcinoma mammario particolarmente aggressivo.
Nonostante gli interventi chirurgici, la chemioterapia, la radioterapia e le cure successive, il tumore progredì fino a provocarne il decesso nel 2015, all’età di 47 anni.
⚖️ La decisione del Tribunale
Nel corso del procedimento è stata disposta una consulenza medico-legale che ha ricostruito la vicenda clinica della paziente.
Secondo i consulenti, gli elementi emersi dagli esami del 2011 avrebbero richiesto ulteriori accertamenti in tempi rapidi.
Il Tribunale ha ritenuto che la mancata prescrizione di approfondimenti diagnostici abbia determinato un ritardo nella diagnosi, incidendo sulle possibilità terapeutiche della paziente.
Per il giudice, una diagnosi precoce avrebbe consentito un trattamento meno invasivo e avrebbe aumentato concretamente le possibilità di sopravvivenza, oltre a garantire una migliore qualità della vita.
Per questo motivo è stato riconosciuto il nesso causale tra il ritardo diagnostico e la perdita anticipata della vita della paziente, con la conseguente condanna della struttura sanitaria al risarcimento di oltre 1.050.000 euro in favore dei familiari.
Non ogni diagnosi tardiva costituisce automaticamente un caso di malasanità.
La responsabilità può però essere riconosciuta quando i sanitari omettono gli accertamenti che, secondo le linee guida e le buone pratiche cliniche, avrebbero dovuto essere eseguiti oppure interpretano in modo non corretto esami diagnostici che evidenziano segni sospetti.
Tra gli aspetti che vengono valutati vi sono:
📘 Quali documenti servono per valutare un caso simile?
Per verificare se vi siano i presupposti per una richiesta di risarcimento è fondamentale raccogliere tutta la documentazione sanitaria.
In particolare possono essere utili:
La documentazione viene poi analizzata da medici legali e specialisti per accertare se una diagnosi più tempestiva avrebbe potuto modificare l’evoluzione della malattia.
Una diagnosi tempestiva può fare la differenza nel trattamento di una patologia oncologica. Quando un ritardo diagnostico deriva da errori evitabili o da un’omessa valutazione di esami già disponibili, possono sussistere i presupposti per ottenere un risarcimento.
ProntoDanno.it assiste i pazienti e i loro familiari nei casi di diagnosi tardiva di tumori, errori diagnostici, mancata prescrizione di approfondimenti ed altre ipotesi di responsabilità sanitaria.
Se ritieni che tu o un tuo familiare abbiate subito un danno a causa di una diagnosi tardiva, è possibile richiedere una valutazione del caso per verificare se esistano i presupposti per ottenere un risarcimento.