Il Tribunale di Milano riconosce lo status di vittima del dovere a un ex soldato morto di mesotelioma pleurico, legato all’esposizione all’amianto durante il servizio militare. La famiglia riceverà un risarcimento di 285.000 euro e un vitalizio di 2.000 euro mensili. La sentenza potrebbe aprire la strada a nuovi casi simili, non solo nelle forze armate.
Un ex soldato, che prestò servizio tra il 1968 e il 1969 come fantaccino di leva, è deceduto a causa di un tumore provocato dall’esposizione all’amianto durante il suo periodo di servizio. La sua famiglia ha ottenuto un risarcimento significativo e benefici previdenziali, grazie alla sentenza del Tribunale di Milano, che ha riconosciuto lo status di vittima del dovere, deceduto per mesotelioma pleurico.
Il giudice ha condannato il Ministero della Difesa a versare una somma di 285.000 euro alla vedova e ad assegnare un vitalizio mensile di 2.000 euro. La sentenza, emessa nel 2024, potrebbe rappresentare un punto di partenza per altri casi simili, estendendo i risarcimenti anche ad altri ex militari e lavoratori esposti all’amianto.
La diagnosi di mesotelioma pleurico arrivò nel 2019, quando la vittima aveva 71 anni, ma solo allora scoprì di essere stato esposto all’amianto durante il suo servizio come meccanico di mezzi corazzati. Nonostante le sue gravi condizioni di salute, l’uomo aveva combattuto per ottenere il riconoscimento dei suoi diritti. Morì nel febbraio 2022, poco prima di vedere la conclusione del processo, che ora prosegue grazie alla determinazione della vedova.
Questa sentenza, purtroppo, non è un caso isolato: questa storia evidenzia il drammatico impatto dell’amianto e potrebbe dare impulso a nuove azioni legali per chi ha subito danni simili.