🦠 Ricoverata per problemi alla colonna vertebrale, per anni non viene riconosciuta un’infezione: oltre 500.000 euro di risarcimento a una 76enne. È la vicenda esaminata dalla Corte di Cassazione, che ha confermato il riconoscimento della responsabilità sanitaria e il risarcimento in favore della paziente.
Secondo quanto emerso nel procedimento, la donna aveva sviluppato un’infezione dopo diversi interventi chirurgici alla colonna vertebrale. L’infezione sarebbe stata individuata soltanto dopo anni, quando aveva già provocato importanti conseguenze sulla salute della paziente.
La vicenda ha avuto inizio nel 2010, quando la paziente venne sottoposta a diversi interventi chirurgici alla colonna vertebrale presso il reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Bolzano.
Nel 2012 iniziarono a comparire una serie di sintomi che, secondo quanto ricostruito nel procedimento, erano riconducibili alla presenza di un’infezione.
Nonostante i segnali clinici, la condizione non sarebbe stata riconosciuta tempestivamente e la paziente continuò a sottoporsi a ulteriori trattamenti chirurgici.
Soltanto nel 2014, in occasione del sesto intervento, venne eseguito un esame colturale che evidenziò la presenza di una infezione multi-batterica.
A quel punto fu possibile individuare l’infezione e impostare una terapia antibiotica mirata.
Nonostante la successiva cura dell’infezione, le conseguenze sulla salute della donna furono particolarmente gravi. La paziente riportò importanti difficoltà motorie e, ancora oggi, necessita di stampelle o di un deambulatore per camminare.
⚖️ La decisione della Corte di Cassazione
Nel corso del procedimento, i consulenti tecnici d’ufficio hanno ritenuto che gli elementi clinici disponibili negli anni fossero sufficienti a evidenziare la presenza e la progressione dell’infezione.
Secondo la ricostruzione effettuata, la mancata diagnosi tempestiva e la conseguente assenza di una terapia adeguata avrebbero avuto un ruolo causale nell’evoluzione della patologia e nei danni riportati dalla paziente.
La vicenda è arrivata fino alla Corte di Cassazione, che ha confermato il riconoscimento delle ragioni della donna.
Il risarcimento riconosciuto alla paziente ha superato 500.000 euro.
Una diagnosi tardiva non comporta automaticamente una responsabilità del medico o della struttura sanitaria.
Per stabilire se sussista un caso di responsabilità sanitaria è necessario verificare, attraverso una valutazione medico-legale, se la diagnosi avrebbe potuto essere effettuata tempestivamente e se un intervento più rapido avrebbe potuto evitare o ridurre le conseguenze subite dal paziente.
Tra gli elementi che vengono generalmente valutati vi sono:
Per verificare se una diagnosi sia stata effettuata tardivamente e se il ritardo possa aver aggravato le condizioni del paziente, è importante raccogliere tutta la documentazione sanitaria disponibile.
In particolare possono essere utili:
L’analisi della documentazione consente di ricostruire l’intero percorso clinico e di valutare se la patologia avrebbe potuto essere individuata e trattata prima e quali conseguenze siano riconducibili all’eventuale ritardo.
Il caso della paziente di Bolzano evidenzia quanto la tempestività nell’individuazione di una patologia possa essere importante.
Quando una diagnosi viene effettuata tardivamente, è necessario verificare se il ritardo abbia determinato un aggravamento della malattia, una maggiore difficoltà nel trattamento o conseguenze permanenti che avrebbero potuto essere evitate o limitate con un intervento tempestivo.
Ogni caso deve essere valutato individualmente, attraverso l’esame della documentazione sanitaria e una specifica valutazione medico-legale.
Un ritardo nella diagnosi può, in alcuni casi, determinare un peggioramento delle condizioni del paziente e conseguenze che avrebbero potuto essere evitate o limitate.
ProntoDanno.it assiste pazienti e familiari nei casi di possibile responsabilità sanitaria, tra cui ritardi diagnostici, errori chirurgici, infezioni ospedaliere e altre ipotesi di danno derivante da prestazioni sanitarie.
Se ritieni che tu o un tuo familiare abbiate subito un danno a causa di una diagnosi tardiva o di un trattamento sanitario non adeguato, è possibile richiedere una valutazione del caso per verificare se esistano i presupposti per ottenere un risarcimento.