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Firenze, invalido a 24 anni dopo un incidente e perde il lavoro: risarcimento milionario

Firenze, invalido a 24 anni dopo un incidente e perde il lavoro: risarcimento milionario

Resta gravemente ferito in un tragico incidente stradale, perde l’amico che guidava l’auto e vede la sua vita cambiare per sempre. A distanza di anni, il Tribunale di Firenze riconosce a un operaio oggi invalido un maxi risarcimento milionario, ben superiore a quanto inizialmente liquidato dalla compagnia assicurativa.

L’incidente risale a una sera di ottobre del 2017. Il giovane, allora 24enne, viaggiava come passeggero su un’auto condotta da un amico, originario di Lucca, che perse il controllo del mezzo finendo contro un cumulo di materiale di riporto in una frazione di Fucecchio. L’amico alla guida mori’ il giorno successivo per i gravissimi traumi riportati, proprio nel giorno del suo compleanno. Il ragazzo fu trasportato d’urgenza in ospedale, dove venne sottoposto a diversi interventi chirurgici e a una lunga degenza.

Terminato il ricovero, il giovane intraprese percorsi di riabilitazione, terapie specialistiche e cure di chirurgia plastica. Con il passare del tempo, pero’, le conseguenze delle lesioni si sono rivelate piu’ gravi del previsto, fino a compromettere in modo permanente le sue capacita’ fisiche e lavorative.

Dal primo risarcimento alla sentenza

In un primo momento la compagnia assicurativa aveva riconosciuto un risarcimento di 367 mila euro. Nel frattempo, pero’, il ragazzo aveva perso anche il lavoro. Come scrive nella sentenza la giudice del Tribunale di Firenze, “le conseguenze lesive sono state tali da aver impedito al ragazzo di poter, ad oggi, svolgere attivita’ lavorativa compatibile con le sue ridotte capacita’ fisiche”.

Nei giorni scorsi, al termine del giudizio civile di primo grado, il Tribunale ha stabilito un risarcimento complessivo di circa 1 milione e 40 mila euro, oltre a interessi e spese legali. Dopo l’esame della documentazione sanitaria e una perizia medico-legale, il giudice ha riconosciuto non solo il danno biologico per la grave disabilita’ permanente, ma anche i danni morali e quelli legati alla perdita della capacita’ lavorativa.

All’epoca dell’incidente il giovane era un operaio calzaturiero, con una retribuzione mensile di circa 1.200 euro. Le sue condizioni di salute non gli hanno piu’ consentito di rientrare in azienda ne’ di trovare un’altra occupazione, ne’ nel breve ne’ nel lungo periodo. Per questo, seguendo le indicazioni del perito, il giudice ha triplicato l’importo inizialmente riconosciuto dall’assicurazione, aggiungendo un aumento per i danni morali legati all’“irrecuperabile danno grave alla vita sociale e relazionale”.

Durante il processo la compagnia assicurativa aveva tentato di ridurre la propria responsabilita’ sostenendo il mancato utilizzo della cintura di sicurezza. La perizia tecnica, accolta integralmente dal Tribunale, ha pero’ escluso qualsiasi incidenza di questo aspetto, concludendo per “l’ininfluenza dell’allaccio delle cinture da parte del passeggero seduto sul sedile posteriore, lato conducente, anche in relazione alle fratture facciali e craniche”.

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