Una donna di 62 anni, in vacanza in Sicilia, è stata dimessa dal pronto soccorso dopo otto ore di attesa e vari esami che avevano escluso gravi problemi, nonostante i forti dolori addominali. I medici avevano diagnosticato una semplice indigestione, consigliandole una dieta leggera. Tuttavia, dopo due giorni di sofferenze continue, è tornata in ospedale, dove le è stata diagnosticata un’occlusione intestinale. Nonostante un intervento d’urgenza, la donna è deceduta.
La famiglia, sconvolta, accusa l’ospedale di negligenza e ritiene che la diagnosi corretta avrebbe dovuto essere fatta almeno 48 ore prima, quando sarebbe stato possibile salvare la donna. Il marito, in contatto con il proprio avvocato, ha già presentato un esposto alla Procura e sta valutando un’azione legale per ottenere giustizia. Il risarcimento potrebbe riguardare i danni morali e materiali subiti, dato che la vita della donna poteva essere salvata con un intervento tempestivo. Le cartelle cliniche saranno fondamentali per verificare eventuali negligenze. L’ospedale, già criticato per altri casi, collabora con la magistratura per fare chiarezza.