Negli ultimi giorni sono emerse due nuove vicende che, secondo le famiglie coinvolte, sarebbero riconducibili a episodi di malasanità avvenuti in strutture sanitarie. I casi, avvenuti negli anni scorsi, approderanno a breve davanti al giudice e le richieste di risarcimento complessive superano il milione di euro.
Nel primo episodio, i familiari di un paziente deceduto nel 2020 chiedono un risarcimento di 790mila euro per quello che definiscono “danno biologico terminale” e “danno morale terminale”. L’uomo, inizialmente ricoverato in pronto soccorso per cure mediche, sarebbe deceduto quattro mesi dopo a causa di un peggioramento delle condizioni di salute che, secondo gli eredi, sarebbe imputabile a condotte sanitarie errate.
Il secondo caso riguarda un paziente ricoverato nel 2021 in una RSA per un percorso riabilitativo post-operatorio. Le sue condizioni sarebbero peggiorate, rendendo necessario il trasferimento al pronto soccorso di Agrigento, dove – secondo la ricostruzione dei familiari – si sarebbe verificata una condotta sanitaria non conforme, contribuendo al decesso avvenuto sei mesi dopo. In questo caso la richiesta di risarcimento ammonta a circa 350mila euro.
In entrambe le vicende, l’Azienda Sanitaria Provinciale ha annunciato la propria costituzione in giudizio, contestando ogni responsabilità.
Questi casi ricordano quanto sia importante, per i cittadini e le famiglie colpite da eventi di presunta malasanità, affidarsi a professionisti specializzati in risarcimento danni, in grado di tutelare i propri diritti e ottenere un’adeguata valutazione delle responsabilità.