Contattaci subito per una consulenza gratuita
Dimesso nonostante grave stenosi: famiglia risarcita dal Gemelli

Dimesso nonostante grave stenosi: famiglia risarcita dal Gemelli

Ricoverato per una grave malattia cardiaca, dimesso nonostante fosse indicato un intervento urgente, morto poche settimane dopo per insufficienza cardiaca. Per questa vicenda il Policlinico Universitario Agostino Gemelli dovrà risarcire i familiari della vittima con una somma che sfiora il milione di euro tra danni, spese legali e interessi.

Lo ha stabilito il Tribunale di Roma, che in primo grado ha riconosciuto la responsabilità della struttura sanitaria nella gestione del paziente, un uomo di 70 anni deceduto nel giugno 2018.


La diagnosi e la dimissione

L’uomo si era ricoverato nel maggio 2018 lamentando affanno, difficoltà respiratorie e una persistente stanchezza. Gli esami clinici avevano evidenziato una stenosi aortica severa, una grave malattia della valvola cardiaca che richiede la sostituzione in tempi rapidi per evitare conseguenze anche fatali.

Nonostante la gravità della situazione, il 24 maggio il paziente fu dimesso con una terapia farmacologica e con l’indicazione che sarebbe stato ricontattato per l’intervento chirurgico. Pochi giorni dopo le sue condizioni peggiorarono e nel mese di giugno sopraggiunse il decesso a causa di insufficienza cardiaca.


La sentenza: “Andava operato d’urgenza”

Secondo i giudici, il paziente non sarebbe dovuto essere dimesso dall’ospedale. Dalla ricostruzione dei fatti, basata su cartelle cliniche, documenti sanitari, testimonianze e sulla perizia del medico legale, è emerso che l’uomo era già stato stabilizzato sotto il profilo cardiocircolatorio durante il primo ricovero e che vi erano le condizioni per procedere immediatamente con un intervento al cuore.

Nelle motivazioni della sentenza si legge che, in presenza di una stenosi aortica sintomatica, cioè un restringimento della valvola cardiaca che provoca disturbi e può avere conseguenze gravi, non è indicata la dimissione a domicilio, poiché è prevedibile un peggioramento anche improvviso nel periodo successivo. I giudici sottolineano inoltre che un intervento cardiochirurgico tempestivo avrebbe potuto consentire la sopravvivenza del paziente.

Per il Tribunale, i sanitari hanno agito con negligenza dimettendo un paziente che necessitava di un’operazione non rinviabile. La decisione di rimandarlo a casa, nonostante una grave patologia della valvola cardiaca e il rischio di morte improvvisa, è stata definita un errore e una condotta imprudente, in particolare dal punto di vista cardiologico.


Il risarcimento ai familiari

Accogliendo le richieste della famiglia, il giudice ha condannato la struttura sanitaria a risarcire circa 950 mila euro. Una somma che, tra danni, spese legali e interessi, arriva complessivamente a sfiorare il milione di euro.

Si tratta di una decisione che, almeno in primo grado, riconosce un legame diretto tra la dimissione del paziente e il suo decesso. La sentenza ribadisce inoltre l’obbligo di intervenire tempestivamente nei casi di stenosi aortica sintomatica, una patologia che, senza la sostituzione della valvola, può portare in tempi rapidi a un peggioramento progressivo fino alla morte.

Contattaci, faremo gratuitamente
una valutazione del tuo caso.

Ti sosteniamo umanamente, economicamente e scegliamo, per te, i migliori esperti esistenti
sul mercato per darti il massimo risarcimento nel minor tempo possibile.

Contattaci, non vediamo l’ora di
conoscere tuo caso.

© 2026 Próntodanno.it S.r.l. - Capitale Sociale € 250.000,00 I.V. - P.I. 04424010983
Privacy Policy - Cookie Policy - Informativa Clienti - Scopri come funziona - *Disclaimer "24 ore / Generale" Preferenze Cookie