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Morte di Astori, l’ospedale fiorentino di Careggi paga 1 milione e 100mila euro di risarcimento alla famiglia dell’ex calciatore

Morte di Astori, l’ospedale fiorentino di Careggi paga 1 milione e 100mila euro di risarcimento alla famiglia dell’ex calciatore

L’ospedale fiorentino di Careggi pagherà 1 milione e 100mila euro di risarcimento alla famiglia di Davide Astori, l’ex capitano della Fiorentina morto improvvisamente il 4 marzo 2018 in un albergo a Udine, dove si trovava in trasferta con la squadra.

La somma rappresenta la provvisionale stabilita dalla magistratura a favore della compagna, della figlia, dei genitori e dei fratelli del calciatore.

La decisione della Cassazione

Il risarcimento è stato disposto dalla Corte di Cassazione con una sentenza emessa nel marzo 2025, che ha confermato la condanna a un anno di reclusione, con pena sospesa, nei confronti dell’allora responsabile della Medicina dello Sport dell’ospedale.

La condanna è legata all’accusa di omicidio colposo: secondo i giudici, durante alcune visite effettuate nel 2016 e nel 2017 sarebbero stati trascurati esami fondamentali, nonostante segnali emersi durante le prove da sforzo. Il giocatore era stato comunque autorizzato a proseguire l’attività agonistica.

Astori morì a causa di una aritmia ventricolare maligna, provocata da una grave patologia cardiaca mai diagnosticata.

Risarcimento definitivo in sede civile

Con la stessa sentenza, i giudici hanno stabilito che il risarcimento complessivo sarà definito davanti al tribunale civile, ma hanno intanto fissato un anticipo immediato di 1,1 milioni di euro per i familiari.

L’Azienda ospedaliera Careggi ha deliberato il pagamento poiché, all’epoca dei fatti, il professionista coinvolto era un dipendente della struttura pubblica e svolgeva attività istituzionale. L’ospedale potrà eventualmente rivalersi qualora venga accertata una colpa grave, anche se è probabile che intervenga un’assicurazione, come previsto dalle polizze stipulate dai medici del servizio pubblico.

Secondo filone: condanna per falso ideologico

Nel giugno scorso, nell’ambito di un secondo procedimento legato alla morte del calciatore, è arrivata anche una condanna per falso ideologico. Secondo l’accusa, sarebbe stato falsificato un certificato medico relativo a un esame diagnostico che il giocatore non avrebbe mai effettuato.

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