Il Tribunale civile di Torino ha riconosciuto la responsabilità della Città della Salute e della Scienza per la morte di un uomo di 59 anni, avvenuta durante il trasporto in ambulanza del servizio 118 nel 2019. La famiglia, assistita da uno studio legale specializzato, ha ottenuto un risarcimento di circa 1 milione di euro.
Secondo la sentenza, i sanitari del 118 hanno somministrato una dose eccessiva di sedativi contro la volontà del paziente, senza adottare le necessarie precauzioni per proteggere le vie aeree. Inoltre, il paziente è stato posizionato sulla barella in posizione supina invece che in posizione di sicurezza, causando il soffocamento nel proprio vomito e il successivo arresto cardiocircolatorio.
Nonostante l’archiviazione del procedimento penale, il giudice civile ha accertato il nesso causale tra la condotta degli operatori e il decesso, riconoscendo la colpa medica della struttura sanitaria.
La famiglia ha dichiarato di non aver mai cercato vendetta ma solo giustizia, auspicando che la sentenza possa prevenire simili tragedie in futuro.
Gli avvocati del caso sottolineano l’importanza di questa sentenza come monito per migliorare le pratiche di contenzione farmacologica e la preparazione degli operatori sanitari nelle emergenze.